FERRARA - SOGNI DI TANGO - Scuola stabile di TANGO ARGENTINO di Claudio Andreoni e Cristina Garbini

CURRICULA

Cristina e Claudio, dopo una formazione legata alla danza agonistica, si avvicinano al tango nel 1995.
In seguito approfondiscono i loro studi con importanti professionisti di Buenos Aires e, nel mettere a confronto i diversi stili di tango, hanno soddisfatto quel che forse per loro natura li rappresenta di più, quel bisogno di ricerca che conduce alle profondità del tango, alle sue molteplici verità e innumerevoli espressioni.


Nel rispetto dei concetti che ciascun maestro ha loro portato oggi vogliono citare le coppie che di più hanno contribuito alla loro formazione:
Alejandro Aquino
e Maria Chiara Michieli
Esteban Moreno
e Claudia Codega


Dal '96 dirigono a Ferrara la Scuola stabile di Tango Argentino Sogni di Tango dove svolgono una intensa attività didattica organizzando stage e serate di milonga. Ballano come coppia solista ospiti di diverse compagnie di danza in varie rappresentazioni anche teatrali. Dal 2002 al 2005 hanno collaborato con l'Associazione FerraraBuskers, nella veste di Direttori Artistici e insegnanti, a "La ultima curda", importante Festival di tango argentino che si svolge a Ferrara durante tutto il mese di agosto.
Nel 2005, in occasione del gemellaggio della città di Ferrara con la città di Buenos Aires, hanno collaborato in qualità di consulenti artistici e organizzativi, all'organizzazione della manifestazione "Omaggio a Buenos Aires", all'interno della quale si è disputata la prima selezione nazionale dei campionati del mondo di tango argentino.

Si citano qui in ordine alfabetico, quale omaggio alla loro professionalità, tutti gli altri insegnanti argentini che hanno contribuito alla loro formazione:

Alejandra Arrue y Sergio Natario
Alejandra Hobert y Adrian Veredice
Alejandro Angelica
Adrian Aragon ed Erika Boaglio
Edoardo Arquinbao
Chicho Mariano Frumboli y Eugenia Parrilla
El Pajaro y Mecha
Julio Balmaceda e Corin De La Rosa
Lautaro Cancela e Carolina Gomez
Luis Castro e Claudia Mendoza
Pablo Ojeda e Beatriz Romero
Osvaldo Roldan e Monica Maria
Osvaldo Zotto e Lorena Ermocida
Pablo Villarraza y Dana Frigoli
Ricardo Barrios e Laura Melo
Roberto Reis y Lucila
Sebastian Arce y Mariana Montes


METODO
Cristina e Claudio dal punto di vista artistico sono proiettati verso la ricerca e l'improvvisazione.
Per quel che riguarda il metodo d'insegnamento prioritariamente essi credono che ogni persona debba avvicinarsi allo stile di tango che di più rappresenta la sua personalità. Non esiste un solo "vero stile", mentre esiste un solo codice per la milonga e questo deve essere rispettato indipendentemente dallo stile che si sceglie di ballare.

Non ponendo quindi limiti di indirizzo, il corso base di tango prepara al rispetto dei ruoli: chi guida e chi segue; insegna ad ascoltare il proprio corpo e quello del partner, ad accettare e a rispettare le parti.
Durante il primo percorso di studio su cui si svilupperanno esercizi e figure diversi, si dovrà sempre porre l'attenzione ad alcuni principi fondamentali: l'abbraccio chiuso e la ricerca costante del proprio asse e del fronte.

Il profondo contatto e rapporto che il corpo ha con la terra, allarga poi gli orizzonti del tango.

Nella classe di livello intermedio, quando le prime tracce di virtuosismo si affacciano nell'uomo tanguero e la frenesia d'esecuzione spesso non è contenibile, lo studio invece si ferma ad una più attenta considerazione dell'aspetto intimo. Una intimità da non confondere con l'approccio sentimentale, ma che diventa necessaria e funzionale alla realizzazione del ballo, quel tango rappresentato da "un solo corpo con quattro gambe" che solo un abbraccio stretto può consentire.
In questa fase anche una maggior cura dello stile e un più attento ascolto della musicalità possono avviare verso una interpretazione sia espressiva che rispettosa dell'autore e del periodo storico di quel tango.
Si va verso l'esplorazione del tango creativo, il cui studio crea la condizione ideale affinchè la mente si possa aprire alle infinite possibilità di intreccio coreografico ma che in milonga si può esprimere solo in particolari condizioni di spazio.
Probabilmente è la fase più euforica dell'apprendimento, quando con una discreta conoscenza dei passi più basilari si può cominciare a sperimentare un po', di tutto quello che il tango può farci ballare.

Per il livello avanzato credono che solo un'ottima tecnica possa veramente dare ad ogni ballerino tutti gli strumenti necessari a portare fuori la massima espressione del tango. Improvvisare significa emanare personalità, musicalità, tensione e sentimenti diversi per ogni diverso tango che si balla. Riuscirvi significa anche aver ballato tanto e aver fatto ballare tanto (condizione non scontata)! Significa aver ballato per sè stessi e assai poco per quelli che guardano, e soprattutto rappresenta un momento unico di connessione con la musica e con quel tango la cui esecuzione rimarrà unica e irripetibile.
Improvvisare, cioè danzare appunto senza regole di esecuzione, escludendo quindi la ripetitività, è la condizione che da sempre ha differenziato il tango da tutte le altre danze di coppia e di conseguenza i grandi ballerini dai grandi esecutori (la cui perfezione deriva da coreografie studiate all'infinito).
Le molteplici possibilità di interpretazione (salòn, milonghero, fantasia.....) danno veramente l'opportunità a qualsiasi ballerino di trovare la strada giusta sulla quale esprimersi, e questa è un'ulteriore grande opportunità.
Ed è proprio nel rispetto dell'anima di noi tutti che si ballerà per portare fuori noi stessi e non essere mai, mai la copia di nessuno.

 
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